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Le immagini in bianco e nero e a colori di d’Agostino e Rossetti, selezionate dal curatore, rispondono perfettamente a tal fine. ”Raramente l’occhio fotografico di Rossetti e d’Agostino – dice Chianura – pur nelle implicite differenze individuali, vuole semplicemente riprendere il musicista in concerto. Anzi, è chiara l’intenzione di muoversi oltre, di assumere una prospettiva imprevista e quanto più ricca possibile”. Con il risultato che ogni immagine, in definitiva, ”mette davvero in condizione chi guarda di immaginare la musica”. Senza contare che il gioco e la sfida contenuti in di questa iniziativa, diventano ancor più stimolanti considerando la varietà delle musiche rappresentate, tra loro diversissime: dal jazz alla classica, dal reggae alla canzone d’autore, dal rock alla sperimentazione colta. (ANSA)

Per info: Luca A. d’Agostino, Luciano Rossetti